La Nutrizionista Carla Frongia

Una persona non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene. Virginia Woolf

L’obbligo di prendere qualcosa gratis (anche se non lo vuoi)

tipi-di-dipendenze

Ho appena fatto spesa e al conto la cassiera mi ha detto che avevo diritto ad un gratta e vinci. Io ho declinato con un semplice “ah no grazie non mi interessa” e da lì:


– ma io DEVO darglielo
– ma non lo voglio lo tenga lei davvero o lo regali non mi interessa
(Occhi un po’ nervosi e sgranati) – ma guardi che deve solo cancellare un attimo
-partita di ping pong per qualche secondo ancora…


Non ho ceduto ma è stata dura.

Ovviamente sarebbe stato più facile dire ok si grazie (forse la prossima volta farò così per tagliar corto) ma vi sembra giusto che  non si possa dire no e basta?


Un’altra volta in un altro negozio avevo diritto ad una tovaglia in regalo ma non avendone bisogno (anche perché era di quelle di plastica che non uso) anche lì ho detto no grazie e viso di stupore dall’altra parte con annesso ” ma se una cosa è gratis si deve prendere!! “


Perché vi parlo di questo?


L’educazione in riferimento all’accumulo di cose anche inutili, al gioco d’azzardo, al 3×2 di alimenti non sani, è in costante aumento.


Ci sono tantissimi studi che dimostrano della scarica di ormoni nel cervello quando si vince o si compra qualcosa o si mangia cibo spazzatura.


Ci siamo abituati che per provare piacere devo ” riempirmi” di qualcosa: vestiti, cibo, e ora anche di like in Facebook. A questo proposito, per esempio, molte persone cambiano continuamente foto profilo aspettando un riscontro positivo e se non si riceve un numero adeguato di “mi piace” o commenti si prova una forte frustrazione.


Nessuno di noi è davvero immune, bisogna essere molto “centrati” per non essere manipolati. Io oggi ero tranquilla e serena ma qualche volta vado volontariamente a comprare qualcosa per stare meglio, spesso sono cose davvero piccole (anche solo un vaso nuovo, dei colori) ma lo scopo si raggiunge a prescindere dalla spesa. Ma un conto è scegliere di fare qualcosa per provare piacere un conto è esserne totalmente in balìa e schiavo, dipendente.


Il collegamento di tutto questo al cibo è più che chiaro.


Non facciamoci trarre in inganno dal marketing che sfrutta questi meccanismi e cerchiamo invece di godere del “vuoto” con attività piacevoli, sganciate dal comprare e dal cibo (e da internet).


Non so se qualcuno di voi si ritrovi in queste mie parole o magari in disaccordo.


È un argomento molto articolato, questo è sicuro, ma dobbiamo essere consapevoli che la vendita adopera avanzate tecniche di comunicazione e sfrutta proprio i meccanismi di desiderio-piacere-ricompensa-dolore, andando a colpire e rinforzare delle fragilità umane in maniera anche molto incisiva.

Stiamo attenti e cambiamo abitudini, spesso basta davvero poco.

Al prossimo aggiornamento.

Carla

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