La Nutrizionista Carla Frongia

Una persona non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene. Virginia Woolf

Olio di palma: paura giustificata??

palma

Sono sicura che se dicessi ad una platea “In Italia abbiamo troppa corruzione che facciamo?” e “Nei prodotti pronti c’è l’olio di palma che facciamo?” avrei reazioni più passionali ed accanite per la seconda domanda 😀


Facendo una veloce ricerca in google su “olio di palma” si trovano tantissimi siti a favore, tantissimi contro. E tutti più o meno autorevoli anche se credo che a parte i medici che hanno conflitti di interessi tutti siano concordi nella sua non salubrità, i consumatori stanno boicottando i prodotti con questo ingrediente e difatti tantissime aziende si stanno adeguando, perché i consumatori scelgono i prodotti senza.

L’olio di palma è utilizzato nell’industria alimentare per i costi molto bassi a fronte di una estrema versatilità e ottime caratteristiche tecniche per la produzione.

Non è un grasso di cui abusare, come del resto non bisogna abusare di olio d’oliva, strutto, burro o margarine, ed è assolutamente giusto ed etico che finalmente si dichiari la sua presenza nelle etichette (che vi invito a leggere sempre).


Vi dico come la penso io, in maniera molto schietta e senza giri di parole, come sempre.

L’olio di palma si trova nei prodotti pronti: devo forse vivere consumando prodotti pronti?

Il punto cruciale della questione per me non è l’olio di palma in sé ma il consumo esagerato di prodotti industriali!!

Si trova in biscotti, crackers, merendine, cioccolati, pane confezionato, primi e secondi precotti, gelati, pizze surgelate, spinacine e in un milione di altri prodotti.

Questi prodotti ogni quanto si dovrebbero mangiare? Forse ogni giorno e più volte al giorno? Nessun medico o nutrizionista ha mai dato questa indicazione.


Facciamo un esempio pratico di una giornata tipo di tantissime persone (ormai ho una buona casistica personale grazie a questi anni di lavoro):

  • colazione: biscotti

  • merenda: crackers

  • pranzo: panino con spinacina

  • merenda: pastine/merendine

  • cena: pizza surgelata/piatti pronti


 

Il problema di una giornata come questa secondo voi è davvero l’olio di palma?

Se una persona mangia in questo modo starà introducendo un quantitivo di olio assolutamente non salutare, vero.

Per evitare di introdurre così tanto olio di palma devo aspettare che le aziende sostituiscano questo ingrediente o magari cerco di cambiare alimentazione e non campare solo di prodotti pronti?

Sinché una persona, adulto o bambino che sia, si limita a mangiare una porzione al giorno di uno di questi prodotti si potrebbe anche chiudere un occhio e chi-se-ne-frega dell’olio di palma, sarebbe una quantità davvero piccola.

Chiariamo che per me è già troppo anche una sola volta al giorno ma diciamo che sarebbe un miracolo se la popolazione italiana consumasse davvero una sola volta al giorno un prodotto industriale.

Il problema non è l’olio di palma in sé, è tutta l’alimentazione.


Domanda: se per assurdo tutti i prodotti industriali avessero l’olio più extra vergine d’oliva della terra andrebbe comunque bene mangiarne spesso?

Per me no. Perché comunque questi alimenti sono alimenti finti, come li chiamo io.

La qualità nutrizionale è di molto inferiore a ciò che servirebbe davvero all’organismo. E poi c’è da considerare pure un altro aspetto. Se la qualità aumenta, aumenta anche il costo di quel prodotto: la popolazione spenderà in più? Ho i mie forti dubbi.


In un altro mio articolo dal titolo “La carne fa bene o male?”, cui vi rimando, parlo più approfonditamente di come, ciclicamente, si cerchi un capro espiatorio, un colpevole della mia non-salute, da combattere e debellare.

Il colpevole un giorno è la carne, un giorno lo zucchero, un altro le farine bianche, oggi l’olio di palma.

Se io vario fra tutti gli alimenti a mia disposizione, il meno elaborati possibile e semplici e  freschi, non dovrei incappare nel fenomeno dell’accumulo.

Ovvero: se anche mangiassi qualcosa che non è perfetto comunque avrei tutta una schiera di altri alimenti che sopperirebbero alle carenze o ai possibili problemi che quell’ingrediente potrebbe darmi.

Io sono sempre per il buon senso.

Alla fine dei conti la scelta di cosa mangiare è sempre nostra, olio di palma o meno.

Al prossimo aggiornamento.

Carla

 

2 commenti su “Olio di palma: paura giustificata??

  1. altrove*
    12 febbraio 2016

    Come non intervenire su un argomento che ci sta molto a cuore!
    Condividiamo la logica e il punto di vista dell’articolo e aggiungiamo però che, nel caso specifico dell’olio di palma (e non solo), si aggiungono ingenti danni all’ambiente, con selvagge deforestazioni e conseguente distruzione degli habitat naturali di molte specie di animali esotici…che spesso vengono uccisi! Il tutto per permetterci di mantenere i nostri frenetici ritmi di vita, molto poco salutari…e quindi…come sostiene Alex Zanotelli “Voti ogni volta che fai la spesa, voti ogni volta che schiacci il telecomando, ogni volta che vai in banca, sono voti che dai al sistema.”!

    Un caro saluto

    Mi piace

    • carlafrongia
      12 febbraio 2016

      grazie perché concordo su tutto!!! In genere nei miei articoli mi limito al piano prettamente “alimentare” anche se comunque se tutti ne mangiassero poco magari non ci sarebbe bisogno di deforestare tutto ma basterebbe coltivare in serenità! invece c’è una sovraproduzione enorme, senza contare che poi oltretutto si butta! Animali, esseri umani e pianeta distrutti per nulla! Grazie!!

      Piace a 1 persona

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