La Nutrizionista Carla Frongia

Una persona non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene. Virginia Woolf

Quando parenti, amici e compagni ci remano contro.

Per iniziare un processo di cambiamento e miglioramento di se stessi, come può essere quello di intraprendere uno stile di vita più sano, spesso ci si deve scontrare con alcune “entità nascoste”.

Tranquilli, nulla di esoterico 😀

sogno

Le entità nascoste di cui parlo oggi sono quelle nascoste a me Carla ma molto conosciute alla persona di cui mi sto prendendo cura: sono i parenti (genitori, figli, fratelli, compagni) che inconsapevolmente (credo e spero) riescono a boicottare l’intento o come minimo renderlo molto difficile.


Io come nutrizionista lo vivo in prima persona. Mi trovo ad interagire seriamente con persone che spesso neanche conoscerò mai.


Vi porto come esempio l’ultimo caso in ordine di tempo, che ho proprio in questi giorni, ma è sovrapponibile a tantissimi altri.

Giovane donna sui 30 anni, sovrappeso e mille tentativi di dieta.

Francesca (nome di fantasia) arriva da me ovviamente svilita, con poca energia, ci vuole provare ancora anche se ha paura di fallire di nuovo.

Riesco a dare un po’ di ossigeno a quella fiammella che è dentro di lei e si inizia.


Chi mi segue sa che io prescrivo la dieta mediterranea, carboidrati a pranzo e anche a cena, e questa linea, a parte tre casi in 5 anni ad essere onesti, ha sempre vinto nonostante la domanda sia sempre Dottoressa ma è sicura di quello che fa?

Sì lo sono! Le persone dimagriscono e hanno una buona qualità della vita e anche a lungo termine i risultati si vedono.

E’ un dimagramento più lento ma più sano oltre che da un punto di vista fisico anche da un punto di vista mentale (non vado in crisi per fame, non sento ossessioni, non sono isterico).


Spiego tutto questo a Francesca che un po’ si agita dicendomi che il suo compagno non sarà d’accordo e le farà storie, che lui i carboidrati non li mangia mai a cena.

Le dico di dar-ci una-due settimane di tempo.

Io non devo convincerla, deve provare sulla sua pelle che è possibile (e io so che lo è).

E’ molto spaventata ma accetta.


Una settimana dopo, al primo controllo: da 75,6 kg passiamo a 74,8 e soprattutto le misure nel giro vita, braccio e coscia diminuiscono di circa 2 cm in media.

E’ felice ma mi dice che è stata una settimana infernale, che il compagno ha comunque detto che non va bene, che lei deve dare retta a lui.

Le dico che comunque ora lui vedrà che è dimagrita quindi magari si convincerà e propongo di nuovo (già detto al primo incontro) che può venire pure lui al controllo, che posso spiegargli il lavoro che sto facendo e perché.

Se porto lui dalla “nostra” parte tutto sarà più semplice.


Qualche giorno dopo mi manda messaggi disperati: lui le dice che lei dà più retta a me nutrizionista invece che alle persone che davvero tengono a lei.

Francesca gli ha detto che ha perso peso ma questa informazione non ha nessun valore.

Gli ha chiesto di non remare contro, di darle tempo e di supportarla.

Gli ha riferito che, se volesse, può parlare con me direttamente ma lui si rifiuta perchè hai iniziato questa cosa senza interpellarmi quindi continua da sola, tu vuoi dare retta a lei invece che a me.

Tradotto:

Continua da sola ma in realtà devi seguire ciò che dico io che ti voglio bene


Sia chiaro che io non sto colpevolizzando, sto analizzando i fatti. Io sono sicura che lui sia in buona fede e davvero voglia aiutarla. Purtroppo in questo caso preciso non va bene questa modalità di aiuto.

A questo punto capisco che l’unico modo per far sì che Francesca continui nel suo percorso e farle sentire che, a prescindere da lui, lei ha una sua forza dentro (che c’è, vi assicuro), ha un suo percorso e un suo obbiettivo.

Sono riuscita a farle vedere alcune cose che lei ha già cambiato e che non aveva minimamente notato.


Non vi ricorda qualcuno? Quanti sono bravissimi a dire a se stessi sei un fallito, se si sbaglia qualcosa, ma mai sei stato bravo, se si riesce in qualcosa?

Dobbiamo iniziare a valutare noi stessi perlomeno con lo stesso metro di valutazione che usiamo per gli altri.

Se non credo io in me stessa come potranno crederci gli altri? Giusto, ma quanta forza devo avere per superare il senso di colpa che mi viene instillato?

Molta.


Ognuno di noi ha un suo vissuto e quindi un suo modo di rapportarsi alla vita. Alcune volte non fare nulla sarebbe la maniera migliore per dare una mano a chi vogliamo bene.


Vorrei tanto che Francesca fosse un caso isolato ma non lo è.

Sempre più spesso le frasi che sento in studio, anche direttamente dal parente, sono:

  • tanto-non-ce-la-fai-neanche-stavolta (evviva la speranza)

  • perché-devi-pagare-una-se-vuoi-ce-la-fai-da-sola (se ce la potesse fare da sola credi davvero non l’avrebbe già fatto?)

  • ma-dottoressa-se-non-può-mangiare-le-merendine-che-mangia-poverino-il-mio-bambino-no-non-è-giusto (l’amore passa anche attraverso i No)

e così via.

Insomma capita sempre più frequentemente che debba “aggirare” l’ostacolo entità nascosta per poter aiutare davvero la persona che è davanti a me.


In casi come questi ci sarebbe bisogno di rivedere le modalità di comunicazione in famiglia, esplorare vecchi rancori e problematiche, spesso basterebbe mettersi nei panni dell’altro per capire il suo punto di vista.

Se tutto ciò non fosse possibile allora bisognerebbe lavorare più rivolgendo tutta l’attenzione su stessi.

Con tutti gli strumenti utili e dediti al caso: psicoterapia, meditazione, hobby, insomma qualcosa che riporti la persona in prima persona, a sentire che può fare.


Stiamo a vedere come andrà per Francesca, io credo sinceramente che il cambiamento che ha iniziato possa essere duraturo e forte, non facile ma assolutamente possibile.

Al prossimo aggiornamento

Carla

12 commenti su “Quando parenti, amici e compagni ci remano contro.

  1. mrspaltrow
    18 novembre 2015

    Mamma mia Carla ,che tiranno! Da me il boicottamento è dato da compagno e amici festaioli che propongono sempre aperitivi o cene fuori ….o entrambi!

    Mi piace

    • carlafrongia
      18 novembre 2015

      Non etichetto mai troppo le persone, diciamo che credo seriamente sia in buona fede ma non si rende conto che invece aumenta il senso di colpa e abbassa l’autostima della sua fidanzata.
      Per quanto riguarda aperitivi e cene è vero è più complesso ma comunque puoi sempre scegliere tu cosa mangiare e bere, non è proprio come mangiare a casa ma ci si può gestire.

      Piace a 1 persona

      • mrspaltrow
        19 novembre 2015

        Certo, ma non sono brava con le tentazioni! meglio tenere la paglia lontana dal fuoco!

        Piace a 2 people

      • carlafrongia
        19 novembre 2015

        ehhe bè si ognuno poi conosce i propri limiti quindi ci si adegua di conseguenza!

        Piace a 2 people

      • mrspaltrow
        20 novembre 2015

        😦 in effetti mi sento molto limitata!

        Mi piace

      • carlafrongia
        20 novembre 2015

        piano piano sposta il limite un po’ più in là con delle piccole prove. questo rafforzerà il potere che è in te.

        Piace a 1 persona

  2. elifox76
    18 novembre 2015

    Ciao Carla! ti leggo sempre con molto piacere!
    Secondo me, nel campo della nutrizione, sfortunatamente tutti (o molti) pensano che ci siano leggi universali che vanno bene per tutti. Fa’ cosi’ e sicuramente sarai sano, magno e bello. E segue la famosa frase: con me ha funzionato (come se fossimo tutti geneticamente uguali, con lo stesso stile di vita e le stesse necessita’) oppure “io non ci riesco, ma so come si deve fare”. Parli di nutrizione e diventano tutti esperti, con mille consigli!
    In realta’ (secondo me) ognuno di noi deve cercare il proprio personale modo di alimentarsi che ci aiuti ad essere nello stesso tempo sani, a mentenere una vita sociale, e che sia fatto di piatti che ci soddisfino. Nell’esempio che hai citato, secondo me, il compagno ha trovato un suo modo di alimentarsi corretto che funziona per lui, e pensa sia un modello universale. Quando io credo sia davvero difficile trovare anche due persone che necessita la stessa identica quantita’ (o qualita’) di cibo. Saimo tutti diversi.
    Anche il nutrizonista (sempre secondo me) ha il compito di aiutarti a dimagrire, ma anche quello di trovare cosa funziona per te, e di come imparare ad alimentarsi correttamente. E’ un punto di partenza, non di arrivo.
    Se solo le persone smettessero di dare consigli (spesso unitili) e si cominciasse di piu’ a sperimentare e trovare la propria strada, le cose sarebbero piu’ facili. Per chi vuole dimagrire e per chi come me, ha dei problemi di salute che cura con l’alimentazione.
    Un caro saluto!

    Piace a 1 persona

    • carlafrongia
      19 novembre 2015

      Credo che questo sia il commento più logico, equilibrato e sensato che potessi leggere! sottoscrivo anche le virgole! grazie!

      Piace a 1 persona

      • elifox76
        19 novembre 2015

        Anche io mi sento cosi’ dopo aver letto i suoi post! 🙂

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      • carlafrongia
        19 novembre 2015

        Grazie!! dammi del tu please senno mi sento vecchissima eheh

        Mi piace

  3. Sara
    21 novembre 2015

    Dopo aver letto questo post mi sento molto fortunata. Ho perso 70 kg e, oltre la mia nutrizionista, avevo un folto gruppo di supporters che mai una volta mi ha remato contro, anzi. Se il mio fidanzato mi avesse ostacolata così, credo che l’avrei lasciato. Mi sentivo talmente decisa e pronta… quindi mi chiedo: e se le motivazioni di Francesca, in fondo, non siano così forti da portare al cambiamento?

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    • carlafrongia
      24 novembre 2015

      Grazie Sara di questa tua riflessione. Sì può anche darsi che in fondo ci sia anche una sorta di autosabotaggio da parte di Francesca..qualche volta si hanno relazioni con persone che, in buona fede, ci ostacolano davvero e ci fanno sentire in colpa..lei si sente così, in colpa perenne. Sarà un percorso lungo per lei.

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