La Nutrizionista Carla Frongia

Una persona non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene. Virginia Woolf

Mio figlio non mangia: che fare? Esempio pratico.

 

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Tanti genitori che sentono il “problema” del figlio che non mangia abbastanza si rivolgono a me per un aiuto.

In prima battuta, cerco sempre di capire se il “non mangia” sia reale o solo una percezione un po’ ansiosa dell’adulto.

Perché sì, alcune volte il bambino mangia le quantità corrette ma la più grande paura di tutti gli esseri viventi è proprio l’insufficienza di cibo, quindi mamme e papà (nonni e zii) hanno bisogno di essere confortati sul fatto che il loro bimbo sia ben nutrito.

Se invece, dopo varie domande, si conferma effettivamente che il bambino mangi poco e di conseguenza ha una crescita non corretta allora bisogna indagare più attentamente.

E qui si apre un mondo enorme di possibilità e quindi di soluzioni.

Una volta escluse cause patologiche (ad esempio una semplice influenza in arrivo) o fisiologiche (fase di crescita normale, fra i due e i tre anni, per affermare il proprio Sé) in genere il problema va ricercato nelle relazioni con la famiglia, nelle modalità in cui si volge il pasto, se si è sereni o meno, di fretta o seccati e così via.

Vi porto un esempio pratico di problema e soluzione.

Qualche mese fa una signora mi contattò perché il figlio di sei anni non voleva mangiare nulla. Vi riporto esattamente una parte del suo messaggio.

Ho un bambino di 6 anni!!! E da circa un anno ha la fobia di vomitare!!!! Questo e’ successo da quando 2anni fa e’ stato male al mare, avendo ingoiato un po di acqua, e purtroppo ha fatto tutto il viaggio vomitando!!! Da li e’ partito tutto!!! Adesso ogni volta che sta male non vuole più mangiare!!!! Lui vuole le cose, ma poi piange perché ha paura!!!! E non mangia!!! Spizzica qualcosa!!!! Come posso fare e come mi devo comportare???? Spero in un tuo consiglio!!!! Grazie!!!!!

Feci venire la signora in studio per parlare bene faccia a faccia, senza il bambino. Spesso basta parlare coi genitori senza neanche vedere i figli per risolvere.

Le domande più importanti che feci furono: “Ma tu, tu per prima, sei in ansia ogni volta che mangia? Hai paura? Sei sul chivalà pronta che possa accadere qualcosa? Insisti sino allo sfinimento che mangi? Non gli fai toccare nulla?”

Si. Si. Si. Si. Si.

Ecco cosa le consigliai in pratica:

1) preparare i pasti con il figlio, per far sì che il cibo non fosse più un nemico (se i bambini partecipano poi mangiano ciò che loro stessi hanno preparato)

2) lasciarlo libero di prendere ciò che volesse (anche con le mani) facendo finta di nulla, chiacchierando e ridendo, senza insistere o dare troppa importanza.

3) variare fra gli alimenti, non avere una dieta monotona, oltre per che per la saluteper incuriosire il pargolo 😀

4) usare frasi del tipo :”Che bel pomodoro rosso non vedo l’ora di mangiarlo!” “Arrivano in tavola spaghetti buonissimi!” …il bambino segue l’esempio del genitore, dire mangia-che-ti-fa-bene è totalmente controproducente.

Ora non apro il capitolo del cibo come premio-punizione-ricatto (mangia fai da bravo-se mangi guardi la tv- se non mangi nulla non andiamo al parco) ma il problema è ben presente e radicato e strettamente connesso.

Una settimana la mamma mi inviò un messaggio.. eccone una parte:

Allora i tuoi consigli sono stati azzeccatissimi non insisto nel mangiare e mangia, quello che cuciniamo insieme lo mangia! E il pane con marmellata gli piace troppo!!!

Credo sia chiaro il senso di ciò che voglio dire.

Il cibo è sempre comunicazione.

Se un figlio non mangia o mangia troppo, facciamoci delle domande, chiediamo consiglio, smuoviamo qualcosa.

In questo caso particolare è bastato avere un po’ di curiosità nel capire le cause e lo svolgimento del pasto affinché tutto poi si risolvesse subito, altre volte ci sono dinamiche più complesse, che hanno bisogno di più “lavoro”, lavoro assolutamente fattibile. L’importante è avere la capacità, come genitore, di mettere in gioco le proprie convinzioni e cambiare qualche abitudine per il bene del bambino e della famiglia intera.

Al prossimo aggiornamento

Carla


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