La Nutrizionista Carla Frongia

Una persona non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene. Virginia Woolf

Stamattina in panetteria

Pizzette-di-sfoglia-01-LOGO-DSC_0313

Pizzetta sfoglia, prodotto tipico di Cagliari che si trova in tutti i bar.

Con questo articolo sarò un po’ polemica, spero non me ne vorrete.

Stamattina sono andata a comprare il pane fresco in una panetteria vicino allo studio.

Il pane è buonissimo ed è fatto con ingredienti semplici e sani: cereali coltivati da loro, lievito madre, olio extra vergine di oliva ed è pure cotto nel forno a legna…e mangiandolo si sente che è tutto vero!

Prima di me c’era una signora col suo bambino di circa 10 anni per comprare la merenda da portare a scuola: e cosa comprano? Una pizzetta sfoglia (dicendo oltretutto che la comprano ogni giorno).

La pizzetta sfoglia è un prodotto tipico di Cagliari ed è molto molto buona, verissimo, ma non è un alimento da merenda a scuola.

La pizzetta ha pochi carboidrati ma tantissimi grassi, non sazia (se ne dovrebbero mangiare almeno tre per iniziare a sentire un po’ di calma) e non ha i nutrienti giusti e necessari per un bimbo in crescita che sta una mattina in aula…e tranquillizzo subito chi fa conteggio delle calorie che ne ha molte di più di un panino imbottito.

Quello che voglio dire è questo (ecco la vena acida): ma cosa ci voleva a comprare un panino “vero” di quelli esposti e magari poi riempirlo, che ne so, con pomodoro, olio e origano? Con una fetta di prosciutto e lattuga?

Baguette salad submarine sandwich with ham cheese and tomato on

Sarebbe stata una merenda davvero utile alla mente e al corpo di quel ragazzino.

Perché non lo si è fatto? Perché comunque ci sarebbe stato altro lavoro da fare: tagliare il pomodoro per esempio e poi impacchettare il tutto oppure non si opta per il panino perché “lui” avrebbe fatto i capricci che preferiva quella. Ma abbiamo fretta. Siamo di corsa e non ne abbiamo voglia di stare a contrattare.

Tante delle mamme che si rivolgono a me per consigli alimentari dalla gravidanza in poi, sino ai tre anni del bimbo non sbagliano mai: tutto bio, tutto fresco, tutto fatto da loro, tutto perfetto…e poi?? Anche dopo i 3 anni i bambini hanno bisogno di cibi sani, buoni, sazianti e che servano davvero.

E ricordo che i bambini si comportano esattamente “copiando”, non sono le parole ad insegnare ma l’esempio diretto quindi, se io non faccio colazione, mangio veloce e male, bevo litri di succhi di frutta al giorno non potrò stupirmi se anche mio figlio “stranamente” avrà le stesse abitudini.

Va da sé che non voglio dare colpe a chi ad esempio ha un disturbo alimentare. In questi casi tutto è difficile ed amplificato e magari si può chiedere aiuto al medico, al nutrizionista, allo psicologo sinché non si trova un equilibrio.

Credo che l’equilibrio sia sempre la risposta giusta, dare cibi sani prima dei tre anni senza essere troppo perfezionisti e cadere nell’ortoressia (cliccando qui leggete qualche informazione sull’ossessione verso i cibi sani) e dare cibi sani dopo, anche quando saranno più grandi, senza cadere nell’estremo opposto dell’alimentazione spazzatura.

Far seguire una sana alimentazione è volere bene ai propri figli. Se capita una tantum di mangiare patatine, merendine, pizzette va bene – ci mancherebbe – ma non deve essere la quotidianità se vogliamo creare per loro una buona base di salute fisica e mentale.

Al prossimo aggiornamento

Carla

Tempo di lettura: 3 minuti

3 commenti su “Stamattina in panetteria

  1. mrspaltrow
    25 marzo 2015

    Verissimo Carla…

    Liked by 1 persona

  2. mary
    24 febbraio 2016

    Ma lo sa qual’è il problema? O meglio dove è anche il problema? Nelle scuole…nelle maestre. Mio figlio è ancora al nido…e temo che con il progredire dell’età sia sempre peggio. Sa cosa danno a figlio mio per una merenda veloce che non sporca, che non puzza? Crekers. Questo più o meno da quando ha un anno. Contenta? No per nulla. Ma cosa ci posso fare? Io ricordo esattamente questo della mia esperienza scolastica. Le maestre non volevano niente che sporcasse o che lasciasse dei residui…pomodoro che casca dal panino? Buccia di banana? Assolutamente no! Io non ricordo nemmeno che qualcuno ci insegnasse a bere acqua. Io non mi sono mai portata l’acqua da casa e francamente non ricordo che bevessi nelle ore di scuola…e che senno tutti a far pipi? Dalla sua esperienza qualcosa è cambiato? Non diamo le colpe sempre e solo alle mamme…la scuola dovrebbe esserci di supporto invece non solo non lo è ma spesso da ai nostri figli abitudini che non avremo voluto prendessero. Io i crakers non glieli avrei voluti dare…ed invece…chissà quando mi “costringeranno” a dargli le bevande zuccherine. Mio figlio per ora conosce solo il “cucco di arancia”…e vorrei conoscesse solo quello…ma non mi stupirei se in qualche modo (asili, feste, conoscenti) gli propinassero l’aranciata…

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    • carlafrongia
      24 febbraio 2016

      ha ragione dall’articolo sembra una crociata contro le mamme. mi spiego meglio quindi.
      Innanzitutto lì parlavo della mamma ma sarebbe potuto essere chiunque per me (zio, padre, baby sitter ecc) ed è vero che molto molto spesso seguo genitori che per un motivo qualsiasi (senza dare colpe) danno effettivamente solo prodotti confezionati per velocità.
      per quanto riguarda la scuola: certo cambia da caso a caso. ad esempio in una scuola elementare del mio paese le maestre “obbligano” due volte la settimana a portare una merenda sana senza nessun problema riguardo briciole e simili e neanche per l’acqua. quindi sono davvero rattristata dalla situazione che lei vive. e suo figlio certo che prima o poi conoscerà bevande non proprio sane ma suo figlio mi sembra avere una mamma molto attenta quindi sono sicura che in casa non ne berrà e le occasioni si ridurranno appunto a festicciole o visite da amici e parenti, che comunque non credo siano all’oridine del giorno. certo se per esempio il bimbo che ne so è tutti i giorni coi nonni e i nonni ogni giorno danno merendine (sto facendo esempi generali) oppure a scuola allora certo che bisognerebbe intervenire. e spesso quando i genitori si muovono le cose cambiano davvero. poi l’attenzione di 30-40 anni fa all’alimentazione non è la stessa di ora, ma anche per ovvi motivi, i casi di bambini con alimentazione scorretta erano veramente una rarità, ora invece bisogna stare molto attenti.

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