La Nutrizionista Carla Frongia

Una persona non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene. Virginia Woolf

Una quindicenne si racconta

La lettera che segue è stata scritta da una ragazza quindicenne che seguo personalmente in studio per aiutarla a migliorare la sua alimentazione.

L’argomento è: le critiche altrui.

Si percepisce tutta la forza dei quindici anni: la paura e il coraggio, l’amore e l’odio, tristezza e allegria…i contrasti che ognuno di noi vive sempre, in un modo o nell’altro, ma che in adolescenza sono espressi al massimo.

Si legge anche un po’ di antropologia quando parla dei social network ma soprattutto di ciò che la società occidentale fa passare come modello estetico vincente. Molto interessante.

Grazie a lei e buona lettura a voi!

Al prossimo aggiornamento

Carla

rag

Criticare: nove lettere, nove miliardi di persone che compiono quest’azione e, ovviamente, sempre una persona che sta male per questo.

Io sono una ragazza di quindici anni che ancora non ne capisce niente della vita, del lavoro che va male, dei debiti da pagare e di tutti gli altri problemi che un’adulto deve affrontare. Ma una cosa la so sicuramente: criticare, per quanto sia difficile ammetterlo, piace a tutti.

Chiunque lo fa. Persino chi sta male per le critiche critica a sua volta altre persone, spesso involontariamente.

Per esempio a me è capitato.

Quando rincontrando una persona che non vedevo da tanto mi ha guardata e mi ha detto:”Ma hai messo su chili?”.
Lei sicuramente non ha pensato alle conseguenze che quelle semplici e piccole parole hanno avuto su di me abbassando ulteriormente la mia autostima. Ha pensato solo di fare una semplice osservazione ma senza cattiveria.
Io sono stata criticata parecchie volte, e avendo un carattere non molto forte, mi sono fatta mettere i piedi in testa quasi sempre.

Alle scuole medie i ragazzini e le ragazzine mi dicevano cose del tipo:”Perchè non dimagrisci?”; “Sei brutta e grassa”; “Hai i polpacci da maschio”; E altre frasi che mi facevano davvero male.
Ma loro, al contrario della persona di prima, lo facevano volontariamente e con cattiveria.

Nonostante tutto ho sempre mostrato la parte ‘forte’ di me, ma nascondevo ciò che provavo di fronte agli altri tenendolo solo per me stessa e soffrendo in silenzio.
Dopo i ragazzini che mi predevano in giro alle medie pensavo che una volta entrata alle superiori le critiche sarebbero cessate, invece non è stato così.
Ho avuto problemi a scuola di ballo, con l’insegnante e con le allieve.
Le mie compagne mi prendevano in giro dicendo le stesse identiche cose che mi dicevano alle scuole medie.

Sono stata anche due settimane senza mangiare, mi sono chiusa in me stessa, piangevo sempre, avevo attacchi isterici e non volevo nè vedere nè sentire nessuno.
Poi mi sono fatta coraggio e ho informato la mia insegnante di ballo, il problema è stato che lei ha creduto a loro, che ovviamente hanno negato tutto.

Adesso ho abbandonato quell’ambiente e mi sono trasferito in uno di gran lunga migliore e in cui mi trovo molto meglio.
Ho ripreso a mangiare bene, non piango più, non tratto tutti male e sopratutto interagisco con chiunque.
Io non sono grassa. Non lo sono mai stata, ho solo qualche chilo di troppo e molti muscoli.
Non sono obesa, non posso sapere cosa prova una persona che sta veramente male con il proprio fisico e che non riesce neanche a vivere a causa delle critiche della gente. Che è succube del cibo e della società.

Il cibo è un fonte primaria per l’uomo, è importantissimo, ma molte volte può essere letale.
Causa disturbi psicologici, sopratutto alle persone obese.
L’obesità, l’anoressia, la bulimia… Sono tutte malattie principalmente psicologiche che si ‘sfogano’ con il troppo cibo o senza o peggio, vomitando.
La società non è letale come quest’ultimo, è molto peggio.
La società è l’ambiente che fa in modo di creare questi disturbi principalmente mentali che hanno effetti collaterali sul fisico.

Ormai tutti vedono lo standard di bella ragazza come una modella di quelle che si vedono in televisione o un ragazzo con i muscoli scolpiti e un viso da Dio Greco.
Parlando da donna io vorrei tanto avere un ragazzo come i modelli super belli della televisione, con i muscoli scolpiti e il viso da Dio Greco.
Ma io mi chiedo: E se al posto di muscoli e viso perfetto c’era ciccia e imperfezioni? Mi sarebbero comunque piaciuti gli uomini muscolosi o avrei seguito lo standard della televisione tutto ciccia?
Beh è difficile dare una risposta a questa domanda.
Però io credo proprio che mi sarebbe piaciuto più il ragazzo grasso, perchè la televisione faceva vedere lui come ragazzo perfetto, e a sua volta tutti avrebbero preferito quello che i media e la società presentava.

Alla fine, è tutta una questione di ciò che segue la società, non c’entra niente quello che pensi tu realmente.

Finisco col dire che, a parer mio, la società non cambierà mai, e una persona sarà sempre condizionata dai media e da ciò che è bello esteticamente.
Ma sono sicura che la bellezza è tutt’altro.

La bellezza non sta nei muscoli scolpiti o nel fisico da modella, la bellezza sta in tutte le piccole azioni che fai ogni giorno.
Quando ti alzi la mattina e ti guardi allo specchio non vedi ciò che hai dentro di te, quello che sei realmente. Ma solo il tuo riflesso esteriore, quello che vede chiunque.
Le piccole cose sono quelle come aiutare una vecchietta ad attraversare la strada, aiutare un’amica in un compito di matematica quando lei è mancata alla spiegazione, dire ‘ti voglio bene’ ai tuoi genitori.
Queste sono le cose che realmente ti rispecchiano, non il tuo riflesso esteriore, ma quello interiore. Che nessuno può vedere e che in pochi capiscono, ma che vale più del fisico perfetto, dagli occhi chiari e dai capelli setosi.
Più di mille vestiti alla moda e più di mille ‘mi piace’ su facebook.
Si perchè la società ha influito anche dal punto di vista dei social network.
Ragazzi e ragazze che ottengono molto ‘mi piace’ su facebook si montano la testa e diventano popolari.

Ovviamente solo quelli che fanno parte dello standard di fisico perfetto.
anche solo scrivendo ‘ciao’ in uno stato, hanno 40000 ‘mi piace’, mentre chi scrive qualcosa di davvero significativo non ne riceve, per il semplice fatto di essere diverso.

Solo che nessuno capisce che DIVERSO non è sinonimo di brutto. Anzi, diverso è sinonimo di BELLO.

Ora so per certo che non la smetteranno di prendermi in giro, perchè ormai mi hanno etichettato così. Ma so che se io inizio a credere di più in me stessa e a cambiare in meglio tutto andrà per il verso giusto. Perchè tanto la società no… Lei non cambierà mai, e sta a noi stessi fregarsene del parere degli altri pensando solo ed unicamente al nostro bene.

2 commenti su “Una quindicenne si racconta

  1. mrspaltrow
    25 febbraio 2015

    Bellissima e toccante. Qst lettera mi ha fatto pensare ad una gran verità…spesso le persone che non contano di piacere agli altri per come appaiono possiedono una ricchezza interiore che le rende 100 anni luce più avanti di chi vive di apparire. Vorrei solo dirle una cosa. Non lo dico per rassicurarla , lo dico perchè è la verità… i commenti finiranno e smetteranno di prenderla in giro…Perchè crescere non ha molti vantaggi ma , fortunatamente fa maturare chi ti circonda….e poi esistono anche ragazzi (e molti) che guardano oltre una taglia o una forma….e sono certa che una ragazza intelligente – profonda e spiritosa possa conquistare anche gli “dei greci ” della TV!

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