La Nutrizionista Carla Frongia

Una persona non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene. Virginia Woolf

Cosa fare dopo lo “sgarro”

Die: muori/Diet: dieta >>> Homer prova più disperazione a pensare di fare dieta che non di morire 😀 

Il termine sgarro è un termine che a me non piace e che non uso mai in ambito professionale.


Ormai però è consuetudine che io senta dire queste parole: “Ah sappi già che questa settimana non credo sia andata bene perché ho sgarrato”.


Innanzitutto chiedo che cosa si intenda esattamente: quante volte in una settimana hai mangiato di più? E quali alimenti? A che ora?

Spesso si scopre che in realtà non si è fatto nulla di grave ma la paura inculcata in anni e anni di terrorismo mediatico è più forte della razionalità.


Solo dopo almeno tre-quattro settimane si inizia ad interiorizzare, cioè a sentire davvero nell’animo, che si può vivere il cibo come un amico e non come nemico.


Qualche giorno fa una signora era in ansia pura: ho mangiato della pasta al sugo e due pezzi di maialetto arrosto (n.b. senza cotenna solo la polpa) e una ciambellina un altro giorno.


L’ Apocalisse 😀


1) Le ho di nuovo spiegato con calma ma scientificità che il primo e il secondo lei deve/può mangiarli e che una singola ciambella su 7 giorni non si considera neanche;

2) Abbiamo scoperto che in nessun altro pasto della settimana c’è stato qualcosa di anomalo;

3) Abbiamo poi come sempre preso peso e misure e la signora ha perso sia kg che centimetri e quindi ha ricominciato a respirare e prendere un colorito vivo e capire che può mangiare 😀 


Un esempio che faccio spesso è questo: se mangio male tutta la settimana e una-due volte mangio perfettamente sto facendo bene? Avrò dei risultati? No.


Per avere dei risultati devo mangiare bene ogni giorno.


Di contro quindi: se mangio bene ogni giorno e una-due volte massimo mangio non proprio corretto rovinerò tutto il lavoro di una settimana? No. Per avere degli effetti negativi devo mangiare male molte più volte, una non compromette nulla.


E’ la quotidianità che ha degli effetti, in bene e in male.


Ora altra considerazione.

Parto dalla definizione di sgarro: lo sgarro è negligenza, trascuratezza nell’attendere al proprio dovere.


Chiunque intraprenda un percorso di educazione alimentare è vero che sta prendendo un impegno ma è un impegno con se stesso.

Non ci dovrebbe essere alcun “dovere” esterno, non c’è nessuna legge che ce lo impone, ci dovrebbe essere un io voglio-io scelgo.


Se non esiste un dovere non esiste lo sgarro, esiste l’eccezione, questo sì, ma non ci sarà una “punizione” conseguente questa eccezione.


Tanti di noi pensano in maniera dicotomica, cioè o è bianco o è nero, o faccio sempre dieta o non la faccio mai, o sono sempre perfetta o sono sempre imperfetta, o vinco o perdo.


Ma non è esattamente così che funziona.


La vita (lo sappiamo tutti) ci pone davanti a tutto un arcobaleno di colori e sfumature in ogni situazione e in ogni individuo, non possiamo tenere sempre tutto sotto controllo e, anzi, più siamo rigidi più le occasioni di cadere si amplificheranno.


Perché non siamo dei robot e se tiriamo troppo la corda prima o poi si spezzerà.


La risposta al titolo quindi è: se il “crimine” commesso si riduce ad uno-due pasti non si farà niente di diverso dopo ma semplicemente si ricomincerà a mangiare bene come prima, non si devono saltare pasti o eliminare qualche alimento o andare a correre o per compensare le calorie in più e non per puro piacere. Se invece si parla di giorni e giorni di abbuffate..si farà lo stesso! Si inizia a mangiare bene, senza togliere troppo sennò si entra in un vortice di dieta rigida e abbuffata da cui poi è difficile uscire. 


Va da sé che se dopo vari pasti abbondanti mi sento troppo appesantita ed effettivamente non ho fame o voglio mangiare giusto un’insalata o un passato di verdure è ovvio che posso farlo! 


Non è semplicissimo pensare di non ridurre troppo e di mangiare semplicemente bene ma, facendo così, piano piano, ci abitueremo ad una alimentazione che giornalmente sarà corretta e il senso di colpa post-sgarro lascerà spazio alla consapevolezza che invece abbiamo in mano la situazione e possiamo vivere il cibo in tranquillità.

Al prossimo aggiornamento

Carla

PS: vi rimando ad un altro mio articolo strettamente collegato a questo argomento:

https://lanutrizionistacarlafrongia.com/2015/04/03/dieta-ferrea-la-scelta-migliore-per-ingrassare/

4 commenti su “Cosa fare dopo lo “sgarro”

  1. Pingback: Dieta ferrea: la scelta migliore per ingrassare | La Nutrizionista Carla Frongia

  2. KassiaT
    11 giugno 2015

    Od jutra rozpoczynam odchudzanie, kto sie odchudza ze mną? Nie będzie łatwo ale trzeba się wziąć za siebie. Mam już dobry plan na odchudzanie, wszyscy którzy są chętni proponuje zacząć od wipisania w google – xxally radzi jak szybko schudnąć

    Mi piace

    • carlafrongia
      11 giugno 2015

      Hallo Kassia, i don’t speack polish, but i’ve used Google to translate. good luck with your program. Ciao!

      Mi piace

  3. Pingback: Settembre e i mille matrimoni: come posso seguire la dieta? | La Nutrizionista Carla Frongia

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